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06/06/2017 GRAN BRETAGNA

Identificati gli attentatori del London Bridge. Figli dell'odio predicato dagli imam

Scotland Yard ha diffuso i nomi e rilasciato le immagini di due degli attentatori di London Bridge.  Alla Mecca le preghiere dell'imam contro gli sciiti, i cristiani e gli ebrei fanno sì che un musulmano sunnita a Londra, a Parigi o a Berlino compia un gesto estremo. E che i giovani sunniti nordafricani benedicano gli attentati. Giovane musulmano: Il sunnismo compie  un lavaggio del cervello.

Londra (AsiaNews) - Scotland Yard ha diffuso i nomi e rilasciato le immagini di due degli attentatori che il 3 giugno scorso hanno condotto l'attacco terroristico di Londra. Si tratta di Khuram Butt, 27 anni, sposato con figli che ha vissuto a Barking, quartiere alla periferia di Londra, per diversi anni. E di Rachid Redouane, 30 anni, anche lui di Barking. Il primo, 27 anni, è considerato il capo della cellula che ha sferrato l'attacco ed è l'uomo che compare nel documentario di Channel 4 sull'integralismo islamico nel Regno Unito mentre srotola una bandiera dell'Isis a Regent's Park. Nel filmato andato in onda l'anno scorso, l'uomo viene ripreso con due predicatori islamici noti alle forze dell'ordine. Il capo dell'antiterrorismo britannico, Mark Rowley, ha confermato che Butt era noto ai servizi di sicurezza, ma non c'era alcuna prova che stesse pianificando degli attacchi. Nello stesso documentario si vede Butt che discute con la polizia intervenuta per stabilire l’ordine nel parco pubblico.

La radicalizzazione e i metodi con cui essa avviene sono al centro del dibattito politico in Gran Bretagna. I politici stanno mettendo in discussione la politica estera del Regno Unito, le sue alleanze con Arabia saudita e il finanziamento dei regni del Golfo per le moschee e i predicatori.

Kamel Abderrahmani, giovane studente musulmano, afferma: “Non c’è da stupirsi quando si sente l'imam della Mecca pregare contro gli sciiti, contro i cristiani, contro gli ebrei… Quelle parole fanno in modo che un musulmano sunnita in Gran Bretagna, in Francia, in Germania passi all’azione e che il musulmano sunnita nell’Africa del Nord benedica l’attentato dapprima con discrezione e poi in modo sempre più convinto ed evidente".

Purtroppo, aggiunge, "l’odio che continua a germinare si nutre di testi apocrifi e di diverse interpretazioni machiavelliche del Corano”. Il Corano "“rappresenta la pace”, continua Abderrahmani, “ma purtroppo è stato trasformato in un libro di guerra, anzi nella bibbia dell'odio".






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