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18 Novembre 2017

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11/05/2017 VATICANO

Papa: il Popolo di Dio, e anche ognuno di noi, è in cammino “verso la pienezza dei tempi”

Questo cammino è “per capire, per approfondire la persona di Gesù, per approfondire la fede” e anche per “capire la morale, i Comandamenti”. E una cosa che “un tempo sembrava normale, che non era peccato, oggi è peccato mortale”, come la schiavitù o è “inammissibile”, come la pena di morte o le guerre di religione.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il Popolo di Dio, nella sua storia, è sempre in cammino, e anche ognuno di noi è in cammino “verso la pienezza dei tempi personale”, verso l’incontro con Dio. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, commentando la Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, nella quale san Paolo parla della storia della salvezza fino a Gesù.

Un approfondimento della fede che nel tempo, ha poi osservato il Papa, ha fatto prendere coscienza di cose terribili come la schiavitù o la pena di morte, che erano accettate.

Dio, ha detto, “si è fatto conoscere nella storia”, la sua “salvezza” ha una “grande” e “lunga storia”. “La salvezza di Dio è in cammino verso la pienezza dei tempi”, un “cammino con santi e peccatori”. Il Signore “guida il suo popolo, con momenti buoni e momenti brutti, con libertà e schiavitù; ma guida il popolo verso la pienezza”, verso l’incontro. Alla fine, dunque, c’è Gesù. Tuttavia, “la cosa non è finita lì”. Gesù infatti “ci ha lasciato lo Spirito”. E proprio lo Spirito Santo “ci fa ricordare, ci fa capire il messaggio di Gesù: incomincia un secondo cammino”. La Chiesa “va avanti, così, con tanti santi e tanti peccatori; fra grazia e peccato, la Chiesa va avanti”.

Questo cammino è “per capire, per approfondire la persona di Gesù, per approfondire la fede” e anche per “capire la morale, i Comandamenti”. E una cosa che “un tempo sembrava normale, che non era peccato, oggi è peccato mortale”. “Pensiamo alla schiavitù: quando andavamo a scuola ci raccontavano cosa facevano con gli schiavi, li portavano da un posto, li vendevano in un altro, in America Latina si vendevano, si compravano … E’ peccato mortale. Oggi diciamo questo. Lì si diceva: ‘No’. Anzi, alcuni dicevano che si poteva fare questo, perché questa gente non aveva anima! Ma si doveva andare avanti per capire meglio la fede, per capire meglio la morale. ‘Ah, Padre, grazie a Dio che oggi non ci sono schiavi!’. Ce ne sono di più!... ma almeno sappiamo che è peccato mortale. Siamo andati avanti: lo stesso con la pena di morte che era normale, un tempo. E oggi diciamo che è inammissibile, la pena di morte”. Lo stesso vale per “le guerre di religione”.

In mezzo a questo “chiarire la fede”, “chiarire la morale”, ha ripreso Francesco, “ci sono i santi, i santi che tutti conosciamo e i santi nascosti”. La Chiesa “è piena di santi nascosti” e “questa santità è quella che ci porta avanti, verso la seconda pienezza dei tempi, quando il Signore verrà, alla fine, per essere tutto in tutti”. Così, quindi, “il Signore Dio ha voluto farsi conoscere dal suo popolo: in cammino”:

“Il popolo di Dio è in cammino. Sempre. Quando il popolo di Dio si ferma, diventa prigioniero in una stalla, come un asinello, lì: non capisce, non va avanti, non approfondisce la fede, l’amore, non purifica l’anima. Ma c’è un’altra pienezza dei tempi, la terza. La nostra. Ognuno di noi è in cammino verso la pienezza del proprio tempo. Ognuno di noi arriverà al momento del tempo pieno e la vita finirà e dovrà trovare il Signore. E questo è il momento nostro. Personale. Che noi viviamo nel secondo cammino, la seconda pienezza del tempo del popolo di Dio. Ognuno di noi è in cammino. Pensiamo a questo: gli apostoli, i predicatori, i primi, avevano bisogno di far capire che Dio ha amato, ha scelto, ha amato il suo popolo in cammino, sempre”.

“Gesù ha inviato lo Spirito Santo perché noi possiamo andare in cammino” ed è proprio “lo Spirito che ci spinge a camminare: questa è la grande opera di misericordia di Dio” e “ognuno di noi è in cammino verso la pienezza dei tempi personale”. Il Papa ha quindi sottolineato che bisogna domandarsi se crediamo che “la promessa di Dio era in cammino” e che ancora oggi la Chiesa “è in cammino”. Anche chiedersi quando ci confessiamo, se oltre alla vergogna per i nostri peccati, comprendiamo che “quel passo che io faccio è un passo nel cammino verso la pienezza dei tempi”. “Chiedere perdono a Dio non è una cosa automatica”. “E’ capire che sono in cammino, in un popolo in cammino e che un giorno – forse oggi, domani o fra trent’anni – mi troverò faccia a faccia con quel Signore che mai ci lascia soli, ma ci accompagna nel cammino. Pensate questo: quando io vado a confessarmi, penso a queste cose? Che sono in cammino? Che è un passo verso l’incontro con il Signore, verso la mia pienezza dei tempi? E questa è la grande opera di misericordia di Dio”.






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