Cerca

22 Gennaio 2017

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | Scrivici | Newsletter | Facebook | Twitter | desktop

12/01/2017 ISRAELE - PALESTINA

Arabi israeliani in sciopero contro la demolizione di case, chiuse scuole e attività commerciali

Per tutta la giornata di ieri la popolazione ha incrociato le braccia. Dietro la protesta l’abbattimento delle abitazioni private edificate senza permessi. I documenti, spiegano i promotori dello sciopero, sono difficili da ottenere. Il premier Netanyahu ha accelerato il processo di demolizione in risposta alla decisione del tribunale sull’avamposto di Amona.

 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Gli arabi israeliani hanno incrociato le braccia e chiuso scuole e attività commerciali nella giornata di ieri, nel contesto di una giornata di protesta nazionale contro la demolizione di case costruite senza i permessi, che sostengono difficili da ottenere. Il giorno precedente le autorità amministrative avevano disposto l’abbattimento di 11 abitazioni nella cittadina di Qalansuwa, nel nord del Paese.

Secondo quanto denunciano i cittadini israeliani di origine araba, lo Stato e le amministrazioni locali adottano una politica discriminatoria che rende pressoché impossibile l’ottenimento del permesso di costruzione. E, di conseguenza, l’ampliamento delle unità abitative e delle aree a disposizione delle varie comunità.

Da qui la scelta di molte famiglie arabe che finiscono per costruire case senza i permessi, innescando la reazione delle autorità che ne dispongono la demolizione. Mohammad Barakeh, leader di una organizzazione araba israeliana ed ex parlamentare della Knesset, sottolinea che l’adesione allo sciopero indetto ieri ha “superato le aspettative”. “Abbiamo registrato - aggiunge - una risposta eccellente in tutti i villaggi e le cittadine arabe”. Condanne vengono espresse anche dal movimento Joint List, che riunisce numerosi partiti arabi e rappresenta il terzo principale schieramento nel Parlamento israeliano. In una nota i vertici del gruppo sottolineano che le case erano costruite su “terreni privati” a Qalansuwa e la scelta di abbatterle “è un crimine senza precedenti” e una “dichiarazione di guerra” contro le persone dell’area e, più in generale, “la comunità araba in Israele”.

Gli arabi israeliani costituiscono il 17,5% circa del totale della popolazione. Essi sono i discendenti dei palestinesi che hanno deciso di restare nella loro terra in seguito alla nascita di Israele, nel 1948.

Secondo quanto riferito dalla radio pubblica israeliana, lo sciopero ha avuto un’altissima adesione a Nazareth e Umm al-Fahm, le due più importanti città arabe del Paese e nella città costiera mista di Haifa. Poco prima che la decisione di demolire le abitazioni diventasse esecutiva, il sindaco di Qalansuwa Abed al-Bassat Salameh ha rassegnato le dimissioni, dopo aver cercato invano per anni di ottenere il rilascio dei permessi da parte delle autorità centrali. L’ex primo cittadino aggiunge che dietro la decisione di demolire le abitazioni vi è il tentativo del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del ministro degli Interni Gilad Erdan di “compiacere” i coloni e la loro politica espansionista a discapito della popolazione araba.

Commentando la decisione del tribunale israeliano di disporre lo smantellamento del controverso avamposto ebraico di Amona, il premier aveva tracciato un legame fra gli avamposti e le costruzioni (illegali) degli arabi in Israele. Se Amona è illegale, aveva aggiunto Netanyahu, anche le costruzioni arabe prive di permesso lo sono e per questo “ho dato ordine di accelerare il processo di demolizione delle costruzioni illegali… in tutte le altre parti del Paese e lo faremo nei prossimi giorni”. In seguito i giudici avevano disposto uno slittamento dello sgombero di Amona, previsto in un primo momento per il 25 dicembre e rimandato al prossimo 8 febbraio.

 






Vedi anche

23/12/2016 08:33:00 EGITTO-USA-ONU
Posticipata all’Onu la risoluzione su Israele e le colonie. L’intervento di Trump

Una bozza presentata dall’Egitto, è stata ritirata il giorno dopo. Il presidente Usa eletto, non ancora in carica, ha imposto il veto degli Stati Uniti.



19/11/2016 09:18:00 ISRAELE - PALESTINA
Breaking the Silence premiata per la lotta “al di fuori del consenso” contro l’occupazione

L’ong attivista era stata insignita del Berelson Prize per il dialogo arabo-israeliano. La rettrice dell'Università Ben Gurion nel Negev ha bloccato l’assegnazione. Accademici e intellettuali hanno ideato un premio alternativo per protesta. Amos Oz: “La storia insegna che quanti vengono bollati come traditori, nel tempo si dimostrano dei precursori”.



17/11/2016 12:45:00 ISRAELE - PALESTINA
Gerusalemme, la legge che legalizza il sequestro di terre ai palestinesi

La Knesset ha approvato in prima lettura la norma dell’estrema destra che legalizza il sequestro di terre di privati palestinesi. Per il voto finale serve la maggioranza assoluta. Peace Now: Netanyahu è “concentrato sulla lotta di potere interna”. Bernard Sabella: Contro la legge “essenziale l’intervento dell’Europa e l’unità fra palestinesi”. I dubbi su Trump e le politiche Usa. Il tramonto del progetto di "due popoli, due Stati".

 



20/10/2016 13:29:00 ISRAELE - PALESTINA
Portavoce B’Tselem: occupazione israeliana e inerzia internazionale ostacolo alla pace

In Israele è in atto uno scontro durissimo fra governo e Ong pacifiste e anti-occupazione. A scatenare la controversia un discorso all’Onu del direttore di B’tselem, Amit Gilutz auspica un intervento della comunità internazionale per fermare la politica di espansione nelle colonie. L’esecutivo non considera “temporanea” l’occupazione e non “mostra interesse” a interromperla. 

 



19/10/2012 ISRAELE – PALESTINA
Israele approva 800 nuovi insediamenti a Gerusalemme est
La costruzione riguarda l’insediamento di Gilo, a sud di Gerusalemme est. Ira dei palestinesi: la decisione distruggerà la prospettiva dei due Stati. Appello del negoziatore Saeb Erakat alla comunità internazionale. Ieri, il premier Netanyahu ha dichiarato di voler adottare alcuni passi di un rapporto, in cui si afferma che le case dei coloni non sono illegali.


Cerca
AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153
desk@asianews.it


GLACOM®