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06/10/2017 INDIA

Jharkhand, estremisti indù accusano un preside cattolico di boicottare i loro negozi

Dilip Ekka dirige la scuola di san Giuseppe. L’obiettivo dei nazionalisti è mettere in crisi il sistema educativo degli istituti cattolici in India. Sajan K George: “I cristiani sono nel mirino degli estremisti perché lavorano per lo sviluppo dei tribali”.

Ranchi (AsiaNews) – Alcuni estremisti dell’Hindu Mahasabha [ex partito della destra nazionalista, ndr] e del Bajrang Dal [ala militante giovanile del Vishva Hindu Parishad, ndr] hanno sporto denuncia contro il preside di una scuola cattolica. Secondo i querelanti, Dilip Ekka, preside della scuola di san Giuseppe a Latehar, nel Jharkhand, starebbe boicottando i negozi indù della zona, impedendo alle persone di acquistare i prodotti che vendono. Il cattolico respinge tutte le accuse. Ad AsiaNews p. Michael Kerketta sj, teologo gesuita e professore di teologia sistematica a Ranchi, mette in luce che lo scopo dei nazionalisti è colpire il preside per far affondare il sistema educativo delle scuole cattoliche in India. “Sono tutte false accuse – afferma – fatte per propaganda. Questi elementi vogliono creare divisione. La scuola che egli dirige fornisce istruzione di qualità per tutti, a prescindere da casta e credo, e accoglie soprattutto studenti tribali”.

Sul fatto indaga la polizia, che frena sulla presunta responsabilità del preside. O P Tiwari, vice sovrintendente di polizia di Mahuadand, dichiara: “Per ora, sono solo supposizioni. Le due comunità hanno sempre vissuto in pace in quest’area. Se necessario, inviteremo le parti ad un confronto e a chiarire il malinteso”.

Il quartiere di Mahuadand, dove è stata presentata la denuncia da parte degli esponenti dei due gruppi radicali nazionalisti, ha un’elevata concentrazione di popolazione cristiana. Secondo i dati del censimento del 2011, il 44,69% della popolazione che qui risiede professa il cristianesimo, contro il 20,79% di indù.

Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), sottolinea anche un altro aspetto: il fatto che il rilevante lavoro svolto dalle scuole cattoliche, e più in generale dai cristiani, a favore dei tribali possa infastidire la maggioranza indù. Nelle ultime settimane, ricorda, “il Jharkhand è nel mirino dei gruppi estremisti, che vogliono rompere l’armonia tra le comunità e dividere i tribali requisendo le loro terre”. A sostegno delle etnie locali è intervenuto il card. Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi, e per ritorsione i radicali indù hanno diffuso fotografie del suo manichino dato alle fiamme.

Il leader del Gcic sottolinea che “i tribali sono sempre stati sfruttati ed esclusi dalla maggioranza indù, che ora pretende anche di riportarli alle origini con la Legge anti-conversione. Ma i tribali non sono mai stati indù”. Il problema delle scuole cattoliche, conclude, è che “esse si trovano nelle aree dei tribali e forniscono loro una buona istruzione. Al contrario, il sottosviluppo educativo dei tribali è molto conveniente per la mentalità brahaminica che vuole mantenere le necessità dei tribali all’interno del meccanismo oppressivo della struttura gerarchica [delle caste]”.






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