Cerca

21 Settembre 2017

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | Scrivici | Newsletter | Facebook | Twitter | desktop

12/09/2017 CINA

Wang Zuoan: Religioni straniere si ‘infiltrano’ e minacciano la Cina

Il direttore dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi difende i nuovi regolamenti sulle attività religiose. Il “pericolo” di discussioni religiose su internet e di raduni religiosi “illegali”.

Pechino (AsiaNews) - La Cina deve far fronte a crescenti minacce di “infiltrazioni straniere” che usano le religioni per diffondere estremismo. È quanto afferma Wang Zuoan, direttore dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi (Sara), difendendo i nuovi regolamenti religiosi approvati la scorsa settimana.

In un articolo pubblicato oggi sul Quotidiano del popolo, organo ufficiale del Partito comunista cinese, Wang afferma che la revisione dei nuovi regolamenti, con ulteriori restrizioni e multe accresciute, era necessaria perché “giorno per giorno si intensifica l’infiltrazione [in Cina] di stranieri usando la religione e diffondendo l’estremismo religioso in diverse aree”.

Wang fa notare il grande pericolo che corre il suo Paese dato che “temi religiosi continuano ad emergere su internet… e in alcuni luoghi continuano ad esserci raduni religiosi illegali, nonostante il divieto”. Negli ultimi decenni la Cina ha assistito a una rinascita religiosa impressionante. Nonostante i divieti, l’obbligo di insegnamento dell’ateismo, il divieto ai membri del Partito di avere una qualunque fede, almeno l’85% dei cinesi ha una qualche fede religiosa.

La costituzione cinese garantisce la libertà religiosa per ogni cittadino, ma di fatto si permettono solo attività religiose “normali” per cinque religioni: taoismo, buddismo, islam, protestanti, cattolici.  Il carattere “normale” delle attività è garantito dal controllo totale da parte di responsabili del governo a tutti i livelli: nazionale, provinciale, di contea, di città, di villaggio. I nuovi regolamenti prevedono controlli sul personale religioso, sui luoghi di raduno, sulle attività, sui viaggi all’estero, sull’economia delle comunità.

“La libertà religiosa - sottolinea Wang - non è uguale a attività religiose compiute senza alcuna restrizione legale”.






Vedi anche

07/02/2017 10:31:00 CINA
Richard Madsen: Il “sogno cinese” di Xi Jinping passa attraverso il controllo sulle religioni – Quinta parte

L’idea nazionalista di Xi Jinping è vicina a quella di Donald Trump (“rendere di nuovo grande la Cina”, “rendere di nuovo grande l’America”). I fedeli delle religioni hanno possibilità di cambiare la società, ma a partire dai loro ambienti personali. Il nazionalismo cinese si scontra con la globalizzazione e i rapporti internazionali.



03/02/2017 11:15:00 CINA
Richard Madsen: I creativi cristiani cinesi sfuggono al controllo delle Associazioni patriottiche (Terza parte)

Il controllo crea il contraccolpo delle comunità sotterranee. Queste sono organizzate in molti modi e non sono a priori “nemiche” del governo, anzi collaborano allo sviluppo sociale. L’aiuto delle comunità per stabilizzare i matrimoni è visto in modo positivo dallo Stato. I nuovi regolamenti sulle attività religiose varati da Xi Jinping sono forse destinati al fallimento.



06/02/2017 08:44:00 CINA
Richard Madsen: La Cina è un Paese religioso. L’85% ha una qualche credenza – Quarta parte

La gente è spinta a credere dall’insicurezza sociale e politica. Molti membri del Partito comunista vivono in segreto la fede, anche se è loro vietato. Il governo enfatizza la stabilità proprio perché invece c’è una potenziale instabilità e la gente è molto preoccupata. Le considerazioni del prof. Madsen, sociologo delle religioni dell’università di San Diego.



15/06/2006 Cina
Cina, pastore protestante arrestato per distribuzione di propaganda cristiana

Wang Zaiqing è detenuto dal 28 aprile, ma le accuse sono state rese note alla famiglia solo un mese dopo. E' il terzo leader protestante fermato per stampa e distribuzione di Bibbie e materiale religioso.



29/06/2005 CINA
Nuovo vescovo di Shanghai: “Servire la comunità contro il dilagare del secolarismo”
L'Ufficio affari religiosi di Shanghai tenta di negare che la nomina del presule abbia avuto il consenso della Santa Sede, ma mons. Joseph Zen e fonti di AsiaNews lo confermano.


Cerca
AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153
desk@asianews.it


GLACOM®