Cerca

15 Dicembre 2017

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | Scrivici | Newsletter | Facebook | Twitter | desktop

18/05/2017 CINA

Xinjiang, disposta la raccolta del Dna in nome della ‘stabilità nazionale’

Dal 1989 raccolte in Cina le informazioni genetiche di circa 44 milioni di persone. La campionatura senza alcuna supervisione, trasparenza o tutela della privacy. Solo 1,5 milioni di campioni collegati a scene del crimine. Dal novembre 2016, nello Xinjiang per chiedere un passaporto si deve fornire il Dna. Il governo regionale ha speso 10 miliardi di euro per l'indicizzazione. La raccolta delle informazioni biometriche parte della politica del governo centrale di “mantenere la stabilità”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Gruppi per i diritti umani e accademici denunciano che le autorità cinesi nella turbolenta regione nordoccidentale dello Xinjiang stanno compiendo una raccolta di massa di Dna da cittadini non sospettati di alcun crimine.

La Human Rights Watch (Hrw) di New York segnala che le forze di polizia operano la campionatura senza alcuna supervisione, trasparenza o tutela della privacy. “Rapporti suggeriscono che il governo regionale dello Xinjiang, regione di minoranza etnica [musulmana ndr] con una lunga storia di repressione, intende accelerare la raccolta e l'indicizzazione del DNA”, dichiara il gruppo in una relazione sul suo sito web.

Hrw afferma che dei campioni raccolti nel database, solo 1,5 milioni sono collegati a scene del crimine. Circa 513 mila sono invece tenuti in un archivio separato, per combattere il traffico di esseri umani. “Le autorità hanno affermato che i database del DNA sono usati per risolvere i crimini, inclusi il terrorismo e il traffico di minori, nonché per identificare cadaveri e vagabondi”, ha detto il gruppo.

Gli attivisti riportano che, dal novembre 2016, la polizia dello Xinjiang ha disposto che tutti i richiedenti un passaporto presentino un campione di Dna, mentre le agenzie governative hanno rilasciato offerte multimilionarie per la fornitura degli strumenti  necessari alla raccolta delle sequenze genetiche. Le autorità dello Xinjiang hanno dichiarato di aver acquistato circa 10 miliardi di euro in attrezzature per implementare l'indicizzazione del Dna. I bandi dei governi regionali rivelano che la raccolta delle informazioni biometriche è parte della politica del governo centrale di “mantenimento della stabilità” in Cina.

Resoconti dalla minoranza etnica uigura rivelano che lo schema di campionatura del Dna nello Xinjiang ha avuto inizio lo scorso settembre, con l'avvio di un “controllo sanitario” a livello regionale. Hrw avverte che il programma potrebbe essere utilizzato per aumentare il controllo politico. Gli sforzi di Pechino sembrano concentrati su vari gruppi di persone in tutta la Cina che non sono sospettati di crimini, dichiara il rapporto. Tali gruppi comprendono “persone di interesse”, un ampio termine che può includere dissidenti, attivisti, firmatari e chiunque abbia precedenti penali, lavoratori migranti e clienti di ostelli, locali di intrattenimento, internet cafè e affittuari, nonché specifiche professioni.

La raccolta del Dna è una pratica che la Cina attua sin dal 1989. Fino ad ora le autorità cinesi hanno accumulato in un database nazionale le informazioni genetiche di circa 44 milioni di persone.






Vedi anche

19/12/2009 CAMBOGIA – CINA
Il governo cambogiano espelle 20 rifugiati uiguri cinesi
Phnom Penh li considera immigrati irregolari e ne ha disposto il rimpatrio in Cina. Il gruppo, fuggito nel luglio scorso dallo Xinjiang, cercava asilo politico all’ufficio Onu della capitale. Attivisti per i diritti umani lanciano l’allarme: se tornano in Cina verranno torturati e uccisi.

12/09/2009 CINA
Xinjiang, prime condanne per i presunti autori degli attacchi con siringhe
Sentenze fino a 15 anni di galera per due uomini e una donna. Il tribunale non ha diffuso l’etnia, ma sembrano appartenere alla minoranza uiguri. Una ottantina di persone in attesa di processo per le violenze a Urumqi, ma le autorità non hanno diffuso la data delle udienze.

31/07/2017 12:07:00 CINA
Xinjiang, Pechino vieta l’uso e l’insegnamento della lingua uigura nelle scuole

L’ordinanza entrerà in vigore dall’inizio dell’anno scolastico. Gli istituti vengono obbligati ad adottare il mandarino, secondo il principio dell'educazione bilingue. Il governo annuncia dure sanzioni per chiunque “raggiri la normativa, finga di attuarla, o agisca in altro modo”. Gli uiguri denunciano un piano per eliminare la propria lingua madre e aumentare la loro assimilazione alla cultura cinese han.



29/12/2009 CINA
Per Natale, 5 condanne a morte di uiguri per le proteste di luglio nello Xinjiang
I processi si sono svolti il 22 e 23 dicembre, nel silenzio della stampa nazionale. Ci sono stati anche 8 ergastoli e condanne ad anni di carcere e le autorità annunciano altri processi. Pechino vuole continuare le condanne esemplari contro gli uiguri, ma evitare che il mondo lo sappia.

07/07/2009 CINA
Nuove proteste a Urumqi e in altre città dello Xinjiang
Donne e ragazze chiedono la liberazione dei loro parenti, arrestati nei giorni scorsi. Dimostrazioni a Kashgar, Yili, Dawan e Tianshan. Rebiya Kadeer: Le violenze rivelano problemi profondi che Pechino non ha mai voluto affrontare.


Cerca
AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153
desk@asianews.it


GLACOM®