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18 Novembre 2017

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14/11/2017 IRAN - IRAQ

Aumentano le vittime del terremoto, in migliaia al freddo. Il cordoglio del papa

La preghiera per le vittime e per chi ha perso persone care. “Consolazione e forza” alle autorità impegnate nei soccorsi. In Iran, superano 450 i morti e 7mila i feriti. In migliaia hanno speso la notte al gelo.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Il papa esprime “profonda tristezza” per le vittime del terremoto che due giorni fa ha provocato centinaia di morti e migliaia di feriti, al confine fra Iraq e Iran. Sono migliaia gli iraniani che hanno passato la seconda notte esposti alle fredde temperature autunnali. Intanto, la conta delle vittime continua a salire: sono più di 450 i morti e 7mila i feriti. Aumenta il numero dei feriti e delle morti anche nel vicino Iraq.

Attraverso un messaggio inviato sia all’Iran che all’Iraq dal segretario di Stato, card. Pietro Parolin, il pontefice “assicura a tutti le persone colpite da questa tragedia la sua fervente solidarietà”. Egli inoltre esprime “cordoglio per tutti coloro soffrano la perdita dei loro amati” e “offre la sua preghiera per i defunti e li affida alla misericordia dell’Onnipotente”, invocando “le benedizioni di consolazione e forza” per le autorità impegnate nei soccorsi.

Il governo iraniano sta faticando ad aiutare le aree più colpite nella provincia montuosa di Kermanshah, dove centinaia di case sono andate distrutte. L’ospedale locale principale è stato duramente colpito, rendendo difficile il trattamento dei feriti. La tv di Stato iraniana riporta che in migliaia hanno speso la notte in campi improvvisati o all’addiaccio. Alcuni sono rimasti fuori dalle loro abitazioni nonostante siano intatte perché preoccupati da eventuali scosse di assestamento.

Il generale maggiore Mohammad Ali Jafari, capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc), sostiene che le necessità più immediate sono tende, acqua e cibo. La Mezzaluna rossa iraniana avvisa che sono 70mila le persone in bisogno di aiuto, e che molte zone sono prive di acqua ed elettricità, mentre gli aiuti sono complicati dalle strade bloccate. Al momento sono utilizzati elicotteri dell’esercito per intervenire a sostegno della popolazione colpita.

Le autorità affermano che più di 30mila case sono state danneggiate e che almeno due villaggi sono state completamente distrutti. Oggi nella Repubblica islamica è stata indettauna giornata nazionale di lutto.

Il terremoto è Stato percepito in tutta la regione, ma i danni si sono limitati a Iran e Iraq. Secondo fonti curde, sei persone sarebbero rimaste uccise e 68 ferite in Iraq, mentre nei distretti del nord del Kurdistan iracheno i morti sarebbero sette e 325 i feriti. Nel Paese, la zona più colpita è il distretto di Darbandikham, al confine con l’Iran: 10 case sono crollate e l’unico ospedale distrettuale è stato seriamente danneggiato, rimanendo privo di energia elettrica.






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