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18 Novembre 2017

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12/11/2017 VATICANO

Papa: Attendiamo la venuta dello sposo. Anche il sonno della morte non ci spaventa

All’Angelus, papa Francesco spiega la parabola delle dieci vergini. “Tenerci pronti all’incontro con Lui”. “Vegliare non significa soltanto non dormire, ma essere preparati”. “La lampada è il simbolo della fede che illumina la nostra vita”. “L’olio è il simbolo della carità che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede”. Il ricordo di 60 beatificati a Madrid, martiri della guerra civile spagnola tra il 1936 e il ‘37.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Mentre attendiamo la venuta dello sposo… anche il sonno della morte non ci spaventa, perché abbiamo la riserva di olio, accumulata con le opere buone di ogni giorno”. Così papa Francesco ha sintetizzato l’insegnamento della parabola delle dieci vergini (“damigelle”) narrata nel vangelo di Matteo (25,1-13), proclamato nella messa di oggi (Domenica 32ma per anno, A).

Parlando ai pellegrini radunati in piazza san Pietro prima dell’Angelus, Francesco ha spiegato che con questa parabola Gesù “Ci ricorda che dobbiamo tenerci pronti all’incontro con Lui. Molte volte, nel Vangelo, Gesù esorta a vegliare, e lo fa anche alla fine di questo racconto: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora» (v. 13). Ma con questa parabola ci dice che vegliare non significa soltanto non dormire, ma essere preparati; infatti tutte le vergini dormono prima che arrivi lo sposo, ma al risveglio alcune sono pronte e altre no. Qui sta dunque il significato dell’essere saggi e prudenti: si tratta di non aspettare l’ultimo momento della nostra vita per collaborare con la grazia di Dio, ma di farlo già da adesso”.

“La lampada – ha continuato - è il simbolo della fede che illumina la nostra vita, mentre l’olio è il simbolo della carità che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede. La condizione per essere pronti all’incontro con il Signore non è soltanto la fede, ma una vita cristiana ricca di amore per il prossimo. Se ci lasciamo guidare da ciò che ci appare più comodo, dalla ricerca dei nostri interessi, la nostra vita diventa sterile, e non accumuliamo nessuna scorta di olio per la lampada della nostra fede; e questa si spegnerà al momento della venuta del Signore, o ancora prima. Se invece siamo vigilanti e cerchiamo di compiere il bene, con gesti di amore, di condivisione, di servizio al prossimo in difficoltà, possiamo restare tranquilli mentre attendiamo la venuta dello sposo: il Signore potrà venire in qualunque momento, e anche il sonno della morte non ci spaventa, perché abbiamo la riserva di olio, accumulata con le opere buone di ogni giorno. La fede ispira la carità e la carità custodisce la fede”.

“La Vergine Maria – ha concluso - ci aiuti a rendere la nostra fede sempre più operante per mezzo della carità; perché la nostra lampada possa risplendere già qui, nel cammino terreno, e poi per sempre, alla festa di nozze in paradiso”.

Dopo la preghiera mariana, il pontefice ha ricordato che ieri, a Madrid, sono stati proclamati beati Vicente Queralt Lloret e 20 compagni martiri, e José María Fernández Sánchez e 38 compagni martiri.

“I nuovi Beati – ha detto - erano, alcuni, membri della Congregazione della Missione: sacerdoti, fratelli coadiutori, novizi; altri erano laici appartenenti all’Associazione della Medaglia Miracolosa. Tutti furono uccisi in odio alla fede durante la persecuzione religiosa avvenuta nel corso della guerra civile spagnola tra il 1936 e il ‘37. Rendiamo grazie a Dio per il grande dono di questi testimoni esemplari di Cristo e del Vangelo”.






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