07/02/2015, 00.00
INDONESIA
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Purwokerto, decine di giovani alla due giorni di ritiro spirituale promossa dalla diocesi

di Mathias Hariyadi
Trascurati a lungo dai vertici della Chiesa indonesiana, ora i ragazzi rivestono un ruolo centrale per vescovi e sacerdoti. Scopo delle iniziative, rafforzare la morale fra gli studenti cattolici. Particolare attenzione per quanti frequentano istituti non cristiani, una sorta di “ponte” verso giovani di altre fedi.

Jakarta (AsiaNews) - Messe solenni e pellegrinaggi, adorazioni della Vergine Maria, novene alla Madonna e cerimonie rituali sono state per decenni gli appuntamenti più seguiti dai fedeli e i momenti salienti della vita della Chiesa indonesiana. Parrocchie, diocesi, soprattutto nelle aree in cui è più marcata la presenza dei cattolici, hanno promosso a più riprese pellegrinaggi in patria e all'estero, incontri di preghiera, cerimonie; Jakarta, fra le altre, ha organizzato viaggi in Terra Santa e in Europa, a Roma e in Vaticano. Tuttavia, per decenni sono mancati programmi e iniziative di animazione giovanile, dedicate ai ragazzi e alle ragazze di tutto il Paese. 

Ora però, grazie all'iniziativa di alcuni sacerdoti, anche la Chiesa locale sembra dedicare maggiore attenzione alla formazione dei giovani cattolici, per troppo tempo esclusi dalle "priorità" di sacerdoti e vescovi. In prima fila vi è una parrocchia della diocesi di Purwokerto, nella provincia dello Java centrale, che ha puntato proprio sulla formazione dei ragazzi organizzando una serie di iniziative. 

Il primo appuntamento si è tenuto nell'ottobre scorso nella parrocchia di Sidareja, replicato lo scorso fine settimana con un altro evento dedicato alla formazione dei giovani della zona. Interpellato da AsiaNews Julius Pudjo, della parrocchia di Theresia a Majenang (Pangandaran, West Java), racconta la due giorni di ritiro spirituale cui hanno partecipato oltre 70 ragazzi, assieme a educatori, seminaristi e parenti a decine. 

Scopo dell'iniziativa - cui hanno partecipato giovani delle elementari, medie e superiori e sostenuta con forza dal carismatico vescovo locale - quello di rafforzare la morale fra gli studenti cattolici, che nella maggioranza dei casi frequentano istituti non cristiani. Per molto tempo la Chiesa locale ha quasi "dimenticato" questi ragazzi che frequentano istituti non legati in modo diretto alle istituzioni cattoliche; essi, in realtà, hanno un valore particolare perché rappresentano una sorta di ponte verso fedeli di altre religioni.

Solo negli anni '80, grazie alla lungimiranza e all'impegno dei gesuiti, anche per questi giovani - ribattezzati "Persink" - sono nati momenti particolari di incontro, di formazione e aggregazione. 

In Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza composta da circa sette milioni di persone, pari al 3% circa della popolazione. Nella sola arcidiocesi di Jakarta, i fedeli raggiungono il 3,6% della popolazione. Essi sono una parte attiva nella società e contribuiscono allo sviluppo della nazione o all'opera di aiuti durante le emergenze, come avvenuto per in occasione della devastante alluvione del gennaio 2013.

 

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