03/10/2013, 00.00
TAIWAN
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Taipei al primo posto nella lotta internazionale contro il traffico di esseri umani

di Xin Yage
L'isola conserva il primato da quattro anni. Ogni anno coinvolti 2,5 milioni di persone e un giro d'affari da 32 miliardi di dollari. Un seminario con i rappresentanti di 20 Paesi per studiare nuove strategie.

Taipei (AsiaNews) - I rappresentanti di oltre 20 Paesi  si sono riuniti a Taiwan per discutere delle nuove strategie da adottare nella lotta al traffico di esseri umani, con un'attenzione particolare al traffico di bambini. L'isola è da quattro anni al primo posto nella lista del Dipartimento di Stato Usa delle nazioni migliori nel contrastare questo fenomeno.

Brent Christensen, vice direttore dell'American Institute in Taiwan (Ait) ha sottolineato come "Taiwan e gli Stati Uniti abbiano lavorato in maniera molto stretta per prevenire e contrastare la tratta di bambini", e come "i frutti di questo lavoro siano stati molto soddisfacenti, sebbene possano essere comunque migliorati". Tra i mezzi adottati negli anni vanno segnalati un inasprimento delle pene per chi collabora al traffico di esseri umani e la creazione di linee telefoniche multilingue per l'immediata denuncia di casi sospetti o evidenti.

Le linee guida discusse durante l'incontro - cui hanno partecipato più di 200 esperti - vogliono evitare l'impiego di compagnie di viaggio che operano in zone in cui è praticato sesso con minori, e l'incoraggiamento a sostenere le agenzie che portano turisti in negozi che vendono prodotti di donne e bambini svantaggiati. Il vice presidente taiwanese Wu Den-yih ha sottolineato la sua soddisfazione per il fatto che Taiwan sia un modello in Asia in questo campo e per la possibilità di collaborare ad un progetto internazionale così importante.

Il traffico di esseri umani rappresenta un giro di affari di 32 miliardi di dollari americani l'anno. Le statistiche delle Nazioni Unite parlano di un fenomeno in crescita, con una media annuale di 2 milioni e mezzo di persone coinvolte. Per quanto riguarda i bambini, sono soprattutto le famiglie in povertà estrema che "vendono" i figli per ripagare debiti o avere entrate alternative. I bambini finiscono poi nel settore del lavoro minorile, della prostituzione o delle adozioni illegali.

Tra i Paesi più coinvolti in questo mercato c'è la Cina, dove la legge sul figlio unico e l'invecchiamento della popolazione hanno provocato un aumento dei casi di rapimento e di compravendita di minori. Pochi giorni fa è stata resa nota la liberazione di quasi 100 bambini, finiti nella rete di un trafficante che li vendeva poi nel sud-est del Paese.

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