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20 Gennaio 2018

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11/01/2018 IRAN

Teheran cambia la legge sul narcotraffico: risparmiati migliaia di condannati a morte

Fino a 5mila persone rinchiuse nel braccio della morte. Capo della magistratura: verranno riviste tutte le condanne. Attivisti pro diritti umani: Se applicata in modo adeguato, rappresenta un “passo significativo” nella riduzione della pena capitale. Dal 1998 a oggi la Repubblica islamica ha giustiziato quasi 10mila persone per droga. 

 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Migliaia di cittadini iraniani, nel braccio della morte per crimini legati alla droga, potrebbero essere risparmiati e vedere commutata la loro pena, nel contesto di un ammorbidimento generale delle leggi in materia di narcotraffico. Di recente il capo della magistratura ha sottolineato che saranno rivisti tutti i casi di condanna a morte comminati sinora.

Secondo fonti ufficiali, la decisione avrà effetto retroattivo e potrebbe coinvolgere fino a 5mila prigionieri, oggi detenuti nel braccio della morte in attesa di essere giustiziati. 

L’Iran manda al patibolo ogni anno centinaia di persone, la maggior parte delle quali proprio per crimini legati al narcotraffico. Ad agosto il Parlamento ha innalzato il quantitativo minimo di droga da possedere per poter essere condannati a morte. 

In precedenza, il possesso di almeno 30 grammi di cocaina era sufficiente per finire nelle mani del boia. Oggi il livello è stato innalzato fino a 2 kg. Il quantitativo di oppio e marijuana è aumentato di 10 volte, passando a 50 kg. 

Il capo della magistratura iraniana, ayatollah Sadegh Larijani, conferma che la maggior parte delle condanne capitali saranno commutate in detenzioni carcerarie. Una decisione subito condivisa da attivisti e ong per i diritti umani, come sottolinea Mahmood Amiry-Moghaddam di Iran Human Rights (IHR). “Se applicato in modo adeguato - riferisce l’attivista alla Bbc - questo cambiamento alla legge rappresenterà uno dei passi più significativi verso la riduzione dell’uso della pena di morte in tutto il mondo”. 

Egli auspica al contempo una rapida applicazione della norma, per risparmiare quante più persone a tutt'oggi in attesa di esecuzione. “Dato che la maggior parte dei condannati per reati legati alla droga provengono dalle fasce più emarginate della popolazione - aggiunge - spesso non hanno risorse per ricorrere in appello e ottenere una modifica della loro sentenza”. 

Secondo una recente statistica vi sarebbero almeno circa 5mila persone nel braccio della morte per droga nelle carceri della Repubblica islamica. Di questi, almeno il 90% hanno un’età compresa fra i 20 e i 30 anni. 

Una fonte governativa, dietro anonimato, avrebbe ammesso l’uccisione di quasi 10mila persone dal 1988 a oggi per narcotraffico e consumo di stupefacenti. Già nel 2016 il ministro iraniano della Giustizia aveva annunciato la ricerca di “punizioni efficaci” alternative alla pena capitale. Nell’occasione Mostafa Pourmohammadi aveva aggiunto che andava rivisto il numero di esecuzioni e l’uso del boia solo nei casi di “corruzione grave”.






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