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28 Marzo 2017

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17/03/2017 FILIPPINE

Tentativo di impeachment per il presidente Duterte

Il deputato Gary Alejano: “Duterte è inadatto a ricoprire la più alta carica del Paese”. Il parlamentare accusa il presidente per le uccisioni extragiudiziare durante il suo attuale mandato e quando era sindaco di Davao, quasi 10 mila le vittime totali. Denunciate anche le assunzioni di 11mila dipendenti fantasma e l’appropriazione indebita di circa 40 milioni di euro.

Manila (AsiaNews) – Dopo appena nove mesi in carica, il presidente filippino Rodrigo Duterte affronta il primo tentativo di impeachment. Gary Alejano, parlamentare di Magdalo ed ex capitano delle forze armate, ha presentato ieri una denuncia nei confronti di Duterte presso l’ufficio del segretario generale della Camera dei rappresentanti. Tra le accuse figurano la colpevole violazione della Costituzione, concussione, corruzione, tradimento della pubblica fiducia ed altri gravi crimini.

In una conferenza stampa, Gary Alejano ha presentato un documento di 16 pagine a sostegno delle sue accuse e ha spiegato le ragioni della sua azione. Il parlamentare ha dichiarato ai cronisti presenti: “Siamo della ferma convinzione che il presidente Duterte sia inadatto a ricoprire la più alta carica del Paese e che l'impeachment è il rimedio giuridico e costituzionale a questa situazione".

Gary Alejano è un ex capitano dei Marines che ha preso parte, insieme a diversi altri giovani ufficiali, a due tentativi di colpo di stato falliti nel 2003 e nel 2007 guidati dal tenente di vascello Antonio Trillanes IV, ora senatore, contro l'allora presidente Gloria Macapagal-Arroyo. Fonti di AsiaNews ricordano come i militari tentarono di rovesciare la Arroyo, che era riuscita ad evitare tre tentativi di impeachment prima di allora, motivati da un forte sentimento anticorruzione dovuto alle forti diseguaglianze sociali in un Paese a forte crescita economica.

Alejano risponde così a chi insinua che il suo sia solo un tentativo di destabilizzare l’amministrazione Duterte: “Non c'è nulla di illegale. Non stiamo mettendo in scena un colpo di stato o qualsiasi altro mezzo per cacciare Duterte”. Il documento presentato dal parlamentare accusa il presidente filippino per la sua “politica di Stato” che ha spinto poliziotti, altre forze dell’ordine e gruppi di vigilanti ad uccidere oltre 8 mila persone “soltanto sospettate di aver commesso reati di droga”.

Basandosi sulle testimonianze rese in senato dagli assassini confessi Edgar Matobato e Arturo Lascañas, Gary Alejano imputa a Duterte di essere la mente dietro i cosiddetti Squadroni della morte di Davao (Dds), responsabili delle uccisioni di circa 1400 tossicodipendenti quando l’attuale presidente era sindaco della città.

Alejano sostiene che Duterte dovrebbe essere messo sotto processo anche per concussione e corruzione, per l’assunzione di circa 11mila presunti “dipendenti fantasma” quando era sindaco della città di Davao. Infine il deputato accusa il presidente di aver accumulato circa 40 milioni di euro in presunte ricchezze nascoste attraverso transazioni bancarie non dichiarate. A sostegno dell’ipotesi di reato, l’ex militare allega al documento le copie delle transazioni. Il caso era già stato sollevato dal sen. Trillanes durante la campagna elettorale presidenziale.

Per mettere sotto accusa il presidente, è necessario il voto favorevole di almeno un terzo dei 292 membri della Camera dei rappresentanti. Con più di 260 dei legislatori che appartengono ad un blocco pro-Duterte, Alejano riconosce che quella del suo tentativo di impeachment è una "strada in salita".






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